Il movimento di Teresa.

Una nota a Ausiàs March XXIII 36         da ampliare

Costanzo Di Girolamo

 

 

 

 

 

Venecians no han lo regiment

tan pasciffich com vostre seny regeix

suptilitats, que l’entendre·us nodreix,

e del cors bell sens colpa·l moviment.

Tan gran delit tot hom entenent ha

e occupat se troba ’n vós entendre

que lo desig del cors no·s pot estendre

a leig voler, ans com a mort està.

 

36 moviment : Ramírez i Molas pensa che il ‘movimento del corpo’ della dama non alluda alla compostezza del portamento, come annota la maggior parte dei commentatori, ma «a la virtut de Teresa, el seny de la qual regeix el moviment (la vida apetitiva) del cos. Per això el moviment és sens colpa, no pecaminós» (La poesia, pp. 330-331): March riprenderebbe la teoria lulliana dei movimenti, cosí come è formulata nel Liber Proverbiorum. Cabré sembra invece suggerire, indirettamente, che il moviment sia il correlato corporeo del gest Aristotle for the Layman», p. 58). Ma si può forse dire di più, a prescindere dalle eventuali ascendenze lulliane. In March, moviment ha quasi sempre l’accezione di ‘impulso’, un’accezione a sua volta basata sulla nozione aristotelica di ‘primo movimento’ (vedi nota a IV 34): quest’ultimo può condurre al bene come al male, e in CVII 78 si parla esplicitamente di «mals moviments». Tuttavia, se moviment sta spesso per ‘impulso’, altre volte ha chiaramente il significato di ‘stimolo’: cfr. XXXIV 21, «sos moviments negú pot esquivar», ‘i movimenti indotti dal desiderio, i suoi stimoli’. Allo stesso modo, qui ‘il movimento senza colpa del vostro bel corpo’ non significa, visto anche che tutta la stanza è orientata su chi riceve tanta grazia, ‘gli impulsi, gli appetiti del vostro bel corpo che il senno controlla, tiene a freno’ (sarebbe una nota del tutto stonata in un simile panegirico), bensì ‘gli impulsi, gli stimoli suscitati dalla vostra bellezza’; banalizzando, ‘l’attrazione che esercitate (su «qui és suptil», v. 11) non causa desideri bassi’ (nessun «leig voler», v. 40; e si ricordino i «leigs desigs» di LXVIII 17). In chi vi conosce, il primo movimento di cui voi siete causa permette che prenda vita la facoltà intellettiva, e perciò è ‘senza colpa’, come glossano diffusamente i quattro versi che seguono. Stesso significato ha movimento al v. 12 di Donna me prega di Guido Cavalcanti, dove si parla di amore: «ché, senza   natural dimostramento / non ho talento   di voler provare / là dove posa, e chi lo fa creare, / e qual sia sua vertute e sua potenza, / l’essenza   poi e ciascun suo movimento» (suo m.: «ossia da lui provocato; ciò che egli muove», De Robertis). Non si può però nemmeno escludere, nel verso di March, un gioco concettuale tra il movimento ‘stimolo’ e il movimento come sinonimo di ‘gesto’.